Hai un’invalidità civile riconosciuta tra il 74% e il 99%? Nel 2026 potresti avere diritto all’assegno mensile di assistenza INPS da 340 euro al mese per 13 mensilità. Ma attenzione: la percentuale di invalidità, da sola, non basta. Bisogna rispettare anche precisi requisiti di età, reddito e condizione lavorativa.
Nel 2026 l’assegno mensile di assistenza è di 340 euro per 13 mensilità, ma avere un’invalidità dal 74% al 99% non basta: ecco quali requisiti verificare.
Con invalidità civile dal 74% al 99% ho diritto a un assegno?
Non automaticamente. Il riconoscimento di un’invalidità civile compresa tra il 74% e il 99% rappresenta uno dei requisiti per accedere all’assegno mensile di assistenza.
Nel 2026, per ottenere la prestazione economica è necessario rispettare anche gli altri requisiti previsti dall’INPS, tra cui quelli relativi all’età, al reddito personale, alla residenza e alla condizione lavorativa.
È quindi importante distinguere due aspetti: avere una percentuale di invalidità civile riconosciuta non significa automaticamente ricevere un assegno economico.
Cos’è l’assegno mensile di assistenza?
L’assegno mensile di assistenza è una prestazione economica di natura assistenziale riconosciuta dall’INPS agli invalidi civili parziali che rispettano determinati requisiti sanitari e amministrativi.
A differenza delle prestazioni previdenziali, non dipende dai contributi versati durante la propria attività lavorativa.
Per questo motivo non deve essere confuso con l’assegno ordinario di invalidità, che è una prestazione previdenziale con regole e requisiti differenti.
Chi può ricevere l’assegno nel 2026?
Per ottenere l’assegno mensile di assistenza nel 2026 devono essere verificati contemporaneamente diversi requisiti.
In particolare:
- invalidità civile riconosciuta dal 74% al 99%;
- età compresa tra 18 e 67 anni;
- reddito personale entro il limite previsto per il 2026;
- requisito relativo al mancato svolgimento di attività lavorativa, secondo le condizioni stabilite dalla normativa;
- residenza stabile e abituale in Italia;
- cittadinanza italiana oppure gli specifici requisiti previsti per cittadini dell’Unione Europea e cittadini di Paesi extra UE.
La presenza della percentuale sanitaria, quindi, non determina da sola il diritto alla prestazione economica.
Quanto spetta con l’invalidità civile dal 74% al 99% nel 2026?
Per il 2026, l’importo dell’assegno mensile di assistenza indicato dall’INPS è pari a 340 euro al mese per 13 mensilità.
In presenza delle condizioni previste dalla normativa possono inoltre essere riconosciute specifiche maggiorazioni.
L’importo non cambia in funzione della percentuale all’interno della fascia prevista: avere, ad esempio, il 75%, l’80% o il 90% di invalidità civile non significa ricevere un assegno mensile proporzionalmente più elevato.
Quello che deve essere verificato è il possesso complessivo dei requisiti richiesti.
Qual è il limite di reddito per l’invalidità civile nel 2026?
Per l’assegno mensile di assistenza il limite di reddito personale annuo indicato dall’INPS per il 2026 è di 5.852,21 euro.
Il requisito economico riguarda il reddito personale dell’interessato, secondo le regole previste per questa specifica prestazione.
È un aspetto importante perché spesso il reddito personale viene confuso con l’ISEE familiare.
Per l’assegno di invalidità conta l’ISEE?
Per verificare il requisito economico dell’assegno mensile di assistenza non si utilizza una soglia ISEE: il riferimento è il reddito personale secondo le regole previste dall’INPS.
ISEE e reddito personale sono infatti due indicatori differenti.
L’ISEE fotografa la situazione economica complessiva del nucleo familiare considerando redditi, patrimoni e composizione della famiglia.
Per questa specifica prestazione, invece, il requisito reddituale è collegato al reddito personale del richiedente.
Conta il reddito di mio marito, di mia moglie o della mia famiglia?
Per il limite reddituale dell’assegno mensile di assistenza viene preso in considerazione il reddito personale del beneficiario, non il reddito complessivo del nucleo familiare.
Nel 2026 il limite personale previsto è pari a 5.852,21 euro annui.
Anche in questo caso, però, è importante verificare quali redditi siano effettivamente rilevanti secondo le regole INPS, evitando di considerare automaticamente qualsiasi entrata come utile ai fini della soglia.
Posso lavorare e ricevere l’assegno mensile di assistenza?
Tra i requisiti indicati dall’INPS per l’assegno mensile di assistenza figura il mancato svolgimento di attività lavorativa, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.
La situazione lavorativa deve quindi essere verificata nel caso concreto.
È preferibile non applicare automaticamente la regola “se lavori perdi sempre l’assegno”, perché il requisito dell’inattività deve essere valutato secondo la disciplina specifica prevista per la prestazione.
In presenza di un’attività lavorativa o quando si sta per iniziare un nuovo lavoro è quindi opportuno verificare preventivamente la propria situazione con l’INPS o attraverso un intermediario abilitato.
L’assegno mensile è compatibile con altre pensioni?
L’assegno mensile di assistenza presenta specifiche incompatibilità con altre prestazioni dirette di invalidità.
L’INPS indica, tra le altre, le prestazioni dirette di invalidità riconosciute dall’Assicurazione Generale Obbligatoria, dalle gestioni pensionistiche dei lavoratori autonomi e da altre gestioni pensionistiche obbligatorie.
Sono previste incompatibilità anche con determinate prestazioni riconosciute per invalidità derivanti da guerra, lavoro o servizio.
In presenza di più prestazioni è quindi necessario verificare la situazione specifica. Nei casi previsti è possibile optare per il trattamento economicamente più favorevole.
Cosa succede all’assegno a 67 anni?
Al raggiungimento dell’età prevista, l’assegno mensile di assistenza viene trasformato in assegno sociale sostitutivo, secondo le condizioni stabilite dalla normativa.
Per il 2026, il riferimento anagrafico è 67 anni.
La trasformazione avviene d’ufficio e non richiede un nuovo accertamento sanitario dell’invalidità civile.
Come si richiede l’invalidità civile?
Il procedimento parte dal certificato medico introduttivo, trasmesso telematicamente all’INPS da un medico certificatore.
Nel 2026, però, la procedura non è identica in tutta Italia perché è in corso la sperimentazione della riforma della disabilità introdotta dal decreto legislativo 62/2024.
Nei territori interessati dalla nuova procedura, il certificato medico introduttivo rappresenta l’avvio del procedimento di valutazione di base.
Negli altri territori continua invece ad applicarsi, durante il periodo transitorio, la procedura precedente.
Per questo motivo, quando si presenta una nuova richiesta di riconoscimento dell’invalidità civile nel 2026, è importante verificare quale procedura sia applicabile nel proprio territorio.
Cosa cambia con la riforma della disabilità?
La riforma prevista dal D.Lgs. 62/2024 sta modificando progressivamente il sistema di accertamento della disabilità in Italia.
Dopo le prime fasi sperimentali, dal 1° marzo 2026 la sperimentazione è stata ulteriormente ampliata e interessa complessivamente 60 territori/province.
Uno dei cambiamenti principali riguarda il ruolo del certificato medico introduttivo: nei territori interessati dalla sperimentazione, la sua trasmissione consente di avviare direttamente il procedimento di valutazione di base.
L’estensione nazionale della nuova disciplina è prevista dal 1° gennaio 2027.
La riforma modifica quindi progressivamente il procedimento di riconoscimento, ma non bisogna confondere la valutazione della condizione di disabilità con il diritto automatico a una determinata prestazione economica.
In sintesi: con il 74% mi spettano 340 euro?
Potrebbero spettarti, ma non automaticamente.
Nel 2026, per l’assegno mensile di assistenza bisogna verificare contemporaneamente:
- invalidità civile compresa tra 74% e 99%;
- età tra 18 e 67 anni;
- reddito personale entro 5.852,21 euro annui;
- requisito relativo al mancato svolgimento di attività lavorativa;
- residenza e gli altri requisiti previsti dalla normativa;
- assenza di eventuali incompatibilità.
L’importo previsto nel 2026 è di 340 euro al mese per 13 mensilità.
La domanda corretta, quindi, non è soltanto “che percentuale di invalidità ho?”, ma “oltre alla percentuale, possiedo anche gli altri requisiti richiesti?”
Ho il 74% di invalidità civile, cosa mi spetta?
Con un’invalidità civile riconosciuta al 74% raggiungi il requisito sanitario minimo previsto per l’assegno mensile di assistenza.
Questo, però, non significa che riceverai automaticamente 340 euro al mese. Nel 2026 devono essere verificati anche età, reddito personale, condizione lavorativa, residenza e gli altri requisiti previsti.
Con il 75% di invalidità quanto prendo?
Con il 75% di invalidità civile potresti avere diritto all’assegno mensile di assistenza.
Nel 2026 l’importo previsto è di 340 euro al mese per 13 mensilità, ma solo se sono rispettati anche tutti gli altri requisiti richiesti dall’INPS.
Con l’80% di invalidità civile prendo qualcosa?
Con un’invalidità civile dell’80% rientri nella fascia sanitaria prevista per l’assegno mensile di assistenza.
La percentuale da sola, però, non basta. Per ricevere la prestazione nel 2026 devono essere verificati anche gli altri requisiti, compreso il limite di 5.852,21 euro di reddito personale annuo e la condizione lavorativa.
Con il 99% di invalidità quanto spetta?
Anche con un’invalidità civile del 99%, l’importo dell’assegno mensile di assistenza nel 2026 è di 340 euro mensili per 13 mensilità, se sono soddisfatti tutti i requisiti previsti.
Il 99% non deve essere confuso con il riconoscimento dell’invalidità civile totale, pari al 100%, per la quale sono previste prestazioni e condizioni differenti.
Mi danno automaticamente 340 euro se ho il 74%?
No.
Il 74% rappresenta il requisito sanitario minimo per questa prestazione, ma l’INPS deve verificare anche gli altri requisiti previsti.
Per questo due persone con la stessa percentuale di invalidità civile possono trovarsi in situazioni differenti rispetto al diritto all’assegno.
Conta l’ISEE per ricevere i 340 euro?
Per questa specifica prestazione non è prevista una soglia ISEE come requisito economico.
L’INPS verifica invece il reddito personale secondo le regole dell’assegno mensile di assistenza. Nel 2026 il limite indicato è 5.852,21 euro annui.
Posso lavorare se ho un’invalidità civile del 74%?
Avere un’invalidità civile del 74% non significa, di per sé, non poter lavorare.
La questione è diversa quando si parla dell’assegno mensile di assistenza: tra i requisiti della prestazione è previsto il mancato svolgimento di attività lavorativa secondo le condizioni stabilite dalla normativa.
La situazione va quindi verificata individualmente.
Come faccio a capire se ho diritto all’assegno?
Bisogna verificare insieme almeno la percentuale di invalidità, l’età, il reddito personale, la situazione lavorativa e gli eventuali requisiti o incompatibilità previsti.
È proprio per questo che conoscere soltanto la percentuale riportata sul verbale non è sufficiente per stabilire se spetta una prestazione economica.
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Fonti ufficiali
- INPS – Assegno mensile di assistenza: https://www.inps.it/it/it/dettaglio-approfondimento.schede-informative.assegno-mensile-di-assistenza.html
- INPS – Domanda invalidità civile e accertamento sanitario: https://www.inps.it/it/it/dettaglio-scheda.it.schede-servizio-strumento.schede-servizi/domanda-invalidita-civile-e-accertamento-sanitario-50004.accertamento-sanitario.html
- INPS – Riforma della disabilità: https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/dossier/riforma-della-disabilita.html
- INPS – Riforma della disabilità: indicazioni operative 2026: https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2026.02.riforma-disabilit-indicazioni-operative-per-medici-certificatori.html
- INPS – Supporti di comunicazione e FAQ sulla riforma: https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/dossier/riforma-della-disabilita/supporti-di-comunicazione-e-faq.html
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