Chi sono i caregiver

Con il termine caregiver, letteralmente “portatore di cure”, ci si riferisce a tutte quelle persone che assistono un familiare anziano o con disabilità.

Secondo l’Istat oltre il 14,9% della popolazione italiana, per la maggioranza donne tra i 45 e i 60 anni, si trova oggi nella complicata condizione di dover svolgere funzione di caregiver familiare per qualcuno.

Fra questi almeno 600mila si occupano casi di disabilità molto grave, che richiederebbe assistenza professionistica.

Benché la normativa sull’assistenza familiare sia ancora lacunosa l’articolo 1 della legge 2015/2017 ha inserito nella legislazione il termine caregiver collegandolo alle figure assistenziali già contenute nella Legge 104.

Vediamo dunque chi sono i caregiver, di cosa si occupano e il loro inquadramento.

Le caratteristiche del caregiver.

Le caratteristiche che definiscono il ruolo del caregiver sono essenzialmente due:
• La gratuità dell’operato
• La non professionalità della prestazione.

La gran parte dei caregivers dedica al proprio familiare dalle dieci alle venti ore alla settimana ma, circa in un quarto dei casi presi in esame dall’indagine, l’intervento a supporto dell’anziano o disabile supera questo monte orario.

Alla luce dei numeri è facile capire come mai il 60% dei caregivers sia disoccupato e nella completa impossibilità di affiancare all’assistenza del familiare una nomale attività lavorativa, anche part time.

La vita del caregiver, però, non è faticosa solo dal punto di vista professionale ma anche da quello sociale ed extralavorativo. Occuparsi di un parente non autosufficiente è uno sforzo costante, dal punto di vista fisico e morale e, senza le adeguate contromisure, può condurre all’annullamento di sé.

Non a caso la National Family Caregivers Association prima ancora che sulle normative a tutela della figura del caregiver si occupa di offrire il necessario sostegno psicologico, invitando fra le sue regole di base a evitare che la malattia del familiare diventi il centro dell’intera esistenza di chi lo assiste.

Di cosa si occupa un caregiver

L’effettivo impegno del caregiver familiare in primo di luogo dipende dal grado di non autosufficienza del parente assistito.

Il livello di disabilità del congiunto può richiedere una presenza costante o variabile, diurna o notturna a seconda della gravità dei casi, ma certamente la grandissima parte degli oltre 7 milioni di caregiver attivi oggi in Italia si occupa almeno di:
• Acquisto e corretta somministrazione di farmaci e terapie domiciliari
• Igiene personale del malato
• Cottura e servizio dei pasti
• Accompagnamento del malato a visite specialistiche e ricoveri di routine.

In molti casi purtroppo l’intero carico del figlio, genitore o altro familiare disabile grava sulle spalle di un unico caregiver sia dal punto di vista assistenziale che da quello economico.

Caregiver e legge 104

Successive leggi di bilancio e leggi regionali hanno modificato e implementato la normativa legata alla figura del caregiver stanziando di volta in volta nuovi fondi e bonus che non sempre le successive leggi hanno poi confermato.

È bene, dunque, rimanere ancorati alla legge 104 che all’articolo 33 individua e definisce le agevolazioni per  ogni “parente o affine entro il secondo grado, ovvero entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i sessantacinque anni di età” che offra assistenza continuativa al proprio familiare.

In particolare fra le agevolazioni più note, ci sono i tre giorni di permesso mensile e di due anni di congedo straordinario per i casi più gravi.

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