ISEE: cos’è e quante tipologie ci sono

L’accesso a molte prestazioni sociali, comprese alcune fra quelle previste dalla legge 104, può dipendere dalla situazione economica familiare.

In quel caso il parametro ufficiale di riferimento dello stato di benessere del nucleo familiare è l’ISEE o Indicatore della Situazione Economica Equivalente.

La ricchezza familiare dichiarata dall’ISEE è indicativa soltanto a seconda della prestazione per cui si fa richiesta, infatti, variano i fattori presi in considerazione, modificando la base di calcolo da un caso all’altro.

Vediamo l’ISEE cos’è e quante tipologie di ISEE ci sono.

Cos’è l’ISEE?

L’acronimo ISEE, come già detto, significa Indicatore della Situazione Economica Equivalente. 

Il concetto di “situazione economica” è di facile comprensione, ma è il caso di spiegare come essa venga determinata in questo documento.

All’interno dell’ISEE vanno indicati:

  • Redditi;
  • Patrimonio mobiliare e immobiliare;
  • Veicoli di proprietà;
  • Rendite varie;
  • Assegni percepiti;
  • Altri beni utili a fotografare lo stato di ricchezza della famiglia.

Il termine “equivalente” sta invece ad indicare la riduzione di tutti i dati inseriti in una scala, detta appunto “di equivalenza”, attraverso la quale a ogni membro del nucelo familiare viene attribuito un coefficiente (ad esempio 1).

Il coefficiente complessivo della famiglia è il valore che determina effettivamente il proprio diritto ad accedere o meno alle prestazioni sociali previste per le categorie più svantaggiate.

Quante tipologie di ISEE ci sono?

Per la maggior parte delle prestazioni fa fede l’ISEE standard o ordinario che può essere compilato presso le sedi provinciali INPS o, presto, molto più semplicemente ricevuto sul proprio smatrphone effettuando l’upgrade d’iscrizione al nostro portale. 

Tuttavia, come detto, esistono tipologie di ISEE differenti, in particolare:

  • ISEE Università, per i fondi a favore del diritto allo studio universitario. La studentessa o lo studente fuori sede qualora dimostrino la propria autonomia economica possono considerarsi nucleo familiare autonomo, in caso contrario ricadono nel nucleo familiare di origine anche se hanno altra residenza;
  • ISEE per figli minorenni di genitori non coinugati e non conviventi, nel qual caso è necessario stabilire se il reddito dell’altro genitore rispetto a quello convivente con il figlio minorenne debba o meno essere considerato nella base di calcolo;
  • ISEE corrente, che riporta i dati aggiornati agli ultimi 12 o addirittura 2 mesi a tutela di coloro che abbiano avuto rilevanti riduzioni di reddito a seguito della perdita del posto di lavoro o altri eventi avversi.

ISEE socio-sanitario e disabilità.

È bene dedicare un’attenzione particolare all’ultima tipologia: l’ISEE socio-sanitario.

Questo Indicatore della Situazione Economica Equivalente tutela, tra gli altri, le persone disabili e non autosufficienti, sia nell’assistenza domiciliare sia nell’aiuto per fronteggiare eventuali spese di ricovero o residenziali di lungo termine, come ad esempio RSA e altre strutture specialistiche.

Per prima cosa è necessario sapere che ogni componente del nucleo con disabilità media o grave viene riconosciuto un coefficiente extra pari a 0.5 nella scala di equivalenza.

In secondo luogo i disabili maggiorenni possono, in sede di ISEE, calcolare la propria base di reddito su un nucleo familiare ridotto. Per esempio un disabile non coniugato e senza figli che viva sotto lo stesso tetto con i genitori in sede di calcolo non deve assommare i redditi dei genitori ai propri, ma può considerarsi nucleo familiare autonomo, con evidenti vantaggi.

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